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PER UN AUGURIO DI CONDENSAZIONE!


un opera di ALLEGRAGORBO
http://granbelblog.wordpress.com/2009/10/23/allegra-corbo-una-poesia/
D.I.R.E
Il compleanno degli americani
![]()

http://www.flickr.com/photos/oclaire/3656203180/
cosa sarà successo alla ragazza chissà
che non ha mica vent'anni ne ha molti di meno come va molto seriamente citando
da quella parte all'altra parte del tavolo è saltata
come una cavalletta, se proprio dobbiamo dire
spiaccicando quel cinque e quello zero come fossero frittatine
poi sono arrivate così tante persone, e così tante caraffe di americano
e poi è venuto pure l'americano
fra chi le è piaciuto abbracciare, chi non ha visto per niente
chi non smetteva di misurare le stanze chi invece non sapeva nemmanco dov'era
e lei lo sapeva dov'era?
sì lo sapeva
lei non sapeva chi era, ma è durato poco
perché poi l'ha saputo a un tratto e l'ha saputo bene
oggi fa molto più freddo, c'è il sole ed è una bella mattina. La mattina appresso allo schiacciamento delle frittatine, invece, cioè tre giorni fa, faceva veramente caldo, saranno stati ventisette ventotto gradi, difatti ce ne siamo andati, prima al cantiere e dopo al mare, proprio nel posto dove Riccardo Cannone fa avanti e indietro a nuoto dalla riva al frangiflutti, che è stato il tormentone di quest'estate. Chiara non puoi capire la luce che c'era, che ce l'ho ancora negli occhi, a dirla tutta è l'unica cosa che ho negli occhi tutto il resto l'ho cancellato accuratamente - e poi le ho mandato un'altra lettera che ho chiamato la mia cura - questo post invece lo chiameremo...
....non lo so come lo chiameremo. Su facebook tengo un album che posso vedere solo io, dove stanno tre o quattro fotografie mie, fra cui questa di qua sopra, questa delle frittatine o dei numeri-ancora-uovo. Dico numeri-ancora-uovo perché prima di farli a frittatina me li sono guardati bene, esattamente come faccio con le uova prima di cucinarle (perché che cosa, la rompi e la cucini così la perfezione?), e insomma quello che volevo dire è che fare cinquant'anni è esattamente come fare una frittata, una cosa molto magica a partire dall'uovo fino al salto mortale in padella, poi te la mangi che è buonissima (e che sei già bella ubriaca di americani, per dire), e alla fine non ci pensi più: metti i piedi nell'acqua, dici è l'ultimo giorno di estate, tranquillissimo e bellissimo, e inizi a commuoverti per un nonnulla. Ma poi all'improvviso ti accorgi che ti senti più elastica, che cammini più dritta, che ti stanchi di meno, che sei perfino un po' dimagrita, che non te ne importa veramente più niente delle sigarette, che è da un sacco di tempo che non vai al cimitero a trovare tuo padre, che i fiori te li sei tenuti tutti tu ma che si sono già ammosciati, e che non ti senti in colpa più di niente, che hai regalato una cosa che ti sei portata appresso per trent'anni dicendo è meglio che la tieni tu, e insomma che hai cominciato a lasciare, lasciare, lasciare...
e chissà perché, e questo veramente non c'entra niente, all'improvviso mi torna in mente il lavatoio di Sot de Chera: un vero lavatoio pubblico, con le sponde in cemento, e l'acqua che scorreva davvero, allegramente e velocemente, pur se nessuno ci lavava più i panni, una specie di piccolo tratto d'acqua irregimentato situato sotto a una specie di portico, insomma in un piccolo cavo geometrico sotto a una palazzina, il lavatoio di Sot de Chera, un oggetto povero dove l'acqua scorreva senza pensieri all'ombra di una palazzina, e fuori la luce meravigliosa di fine estate
e la luce meravigliosa del Capricorno, e la luce meravigliosa della Salata, e la luce meravigliosa dell'alba di Lorient, insomma quantissime luci meravigliose ho visto, come direbbe Marìa che l'undici è stato pure il suo compleanno, Marìa, che fuma ancora tanto quanto fumavo io, che ha detto pubblicamente su facebook che anche lei a cinquant'anni farà un compleanno senza fumo, e chi può dirlo se davvero ci riuscirà, io per esempio tutto quello che dico di voler fare finisce che lo faccio, prima o dopo, e anche questa è una bella cosa da dirsi a cinquant'anni, anche se c'è chi pensa che non valga la pena, di fare le cose soltanto perché si possono fare, anzi a dirla tutta che il fatto di poter fare una cosa non sia una buona ragione per farla, la cosa, sulla qual cosa sono in realtà perfettamente d'accordo, aggiungendo però: non è neanche una buona ragione per non farla...
- cosa stai cercando di dirmi, anna?
- io niente, proprio niente
- ah, pensavo...
- non pensare niente, guarda solo com'è bellissima questa luce!
da:
http://dire.squarespace.com/il-compleanno-degli-americani
Unknown Business (homemade video 2009)
VIDEO MUSICA DI GILVIA ROLLO

IL TRAMBUSTO POETICO.
17 OTTOBRE, LIBRERIA ARS, BERGAMO
...e ancora, qualche riga di ITALO CHIODI
Slèggere
Quando un libro non vuole farsi leggere

info: cortenumero9@yahoo.it
*Venerdì 25 settembre – corte numero 9, ore 21.00. Serata “Amare et Bene Velle”
Le Declinazioni Affettive, lupo editore, romanzo di Alfredo Annicchiarico.
@Presenta Angelo Petrelli @intervista all’editore Cosimo Lupo.
*Venerdì 2 ottobre – corte numero 9, ore 21. Serata “Parvum Parva Decent”
Le vicende notevoli di don Fefè, nobile sciupafemmine e grandissimo figlio di mammaggiusta, e del suo fidato servitore Ciccillo, Libri di Icaro, raccolta di racconti di Giuse Alemanno.
@Presenta Angelo Petrelli.
*Sabato 10 ottobre – corte numero 9, ore 21. Serata “Pro Domo Sua”
Il ritorno dell’Ofisauro, Libri di Icaro, raccolta poetica di Gioia Perrone.
@Presenta Angelo Petrelli @special guest Jack Palma.
tornerà/ritornerà
un video di "Qui"
DOMENICA 2 AGOSTO ORE 17.00
READERS, POETI E BAGNANTI ESTIVI DI OGNI LUOGO
SONO INVITATI NEL BEL MEZZO DELLA PINETA DI PORTO SELVAGGIO PER LA PRESENTAZIONE - READING DELLA RACCOLTA "IL RITORNO DELL'OFISAURO"(Icaro 2008) di Gioia Perrone
AVREMO PALLONCINI VERDI!
MUNIRSI DI BRACCIOLI E TELO
(PERCHE DOPO CI TUFFIAMO A MARE) E DI VOCE.
IL LUOGO E' LA PINETA CHE DISCENDE NELLA PICCOLA BAIA DI PORTO SELVAGGIO, QUELLA SOTTO LA DISCOTECA "CASABLANCA" .
Il punto esatto di ritrovo è il chioschetto delle bibite
proprio sulla piccola baia alla fine della discesa!
CERCHIAMO PER LA "PERFORMANCE",
AMICI CHE VOGLIANO LEGGERE A SQUARCIAGOLA, CHITARRISTI, VIOLINISTI O BONGHISTI PER PASSIONE, FOTOGRAFI.
L'OFISAURO VUOL FARSI SENTIRE, SOPRATTUTTO CONTRO QUESTI BRUTTI CEFFI DI PIROMANI, CHE DOVREBBERO ESSERE MANGIATI DAI PESCICANI.
SU
"LA POESIA
E LO SPIRITO"

http://www.flickr.com/photos/a-goodfriend/443120885/
Gioia Perrone, Il ritorno dell’Ofisauro,
Libri di Icaro
di Angelo Petrelli
Scrisse il premio Nobel per la letteratura T. S. Eliot, nel saggio dal titolo “Tradizione e talento individuale”: «La tradizione non si può ereditare, e chi la vuole deve conquistarla con grande fatica». Partendo da questo monito, nell’indomito fermento della scrittura nel Salento, mai sazio di nuovi avventori e iniziative culturali, l’esordio editoriale della giovane Gioia Perrone ha destato interesse e curiosità. Poetessa classe ‘84, con il suo “Il ritorno dell’Ofisauro” (Libri di Icaro), propone un’attualizzazione, più o meno voluta, da un lato delle derive liriche tipiche dei modernisti europei, principalmente attraverso l’uso esteso di simboli, anche di natura psicanalitica, e di tecniche come flashback, flash-forward e, dall’altro, di un atteggiamento tipicamente “surrealistico” per la vera onirica della sua scrittura. Il sostrato problematico di queste letture, e l’inerente teoresi che ne consegue, si colloca al di fuori della più usuale delle categorie poetiche che il recente scenario locale ha saputo evidenziare.
Ora, nel merito dei temi trattati da questa poesia, ciò che risulta centrale è il concetto di un amore come possibile salvezza (concezione fin troppo abusata), sentimento sofferto e tradito (nel senso più vicino all’etimo), ma alla fine sempre ricercato attraverso una dimensione ottativa del verso: […] e penso all’amore / come attimo di destino, acqua nel palmo / infine, non so più nulla. / Come sul lago di canne che tace / l’anatra sapiente vola sui corpi / nostri ancora, intrecciati (p. 36). Dove la gioia coincide con la nascita e con la vita e, a sua volta, con la sua complicazione infinita nel vortice dei segni, la ribellione nei confronti di un’immagine omologata del mondo e una voglia estrema di libertà si ritrovano realizzate a pieno. Il riferimento a tanta poesia francese del secolo scorso non sarebbe incomprensibile, perlomeno affascinante, tenendo conto che quella della Perrone usufruisce di un immaginario completamente diverso, pur basandosi sull’espressione di emozioni simili e di una facilità di pensiero speculare: Nella bocca spalancata dei manichini / ci stanno gli alveari / e sono come le estremità delle malattie / dove trovi l’amore / dove c’è un alfabeto cubitale / sul muro e non occorre / una diottria particolare / ma tutto un talento diverso / da quello che credevamo. (p. 40).
Se il surrealismo è, soprattutto, (nelle descrizioni più riuscite e convincenti) il risultato di un automatismo psichico, di un processo in cui l’inconscio permette di associare immagini senza freni inibitori e scopi preordinati, la caratteristica comune a queste manifestazioni è la critica radicale della razionalità e un infingimento che, tra di tragedia ed eros, e attraverso l’onirismo, si trasforma in “incomunicabilità”. Quello che André Breton chiamava “écriture automatique” (per quanto, in apparenza, una semplice mitologia) è un’interessante suggestione sulla quale ci piace immaginare il fare poesia della giovane salentina, ricca di ritmi interni, di calambour, di diverse situazioni psicologiche che sono lo specchio di una creatività non comune: Eroe piccolo / Eroe di tutti gli eroi blu del mondo / ti asciugo la fronte col turbante di straccio / tenendo cura di ogni ciglio / di ogni pigmento del tuo disegno / che non mi sfugga di mano / al mattino, che sogni spirano sulle pance / dopo una lotta sudata. (p.47) . Le invenzioni presenti ne “Il ritorno dell’Ofisauro”, mai banali, costruite su attacchi e sospensioni, su un movimento che sa alternare gli elementi più disparati, sono fissate da una forte partecipazione e da un’osservazione acuta del mondo: non era nemmeno facile immaginarselo, / al festivàl delle poesie-razzo / il nostro ritorno nel mezzo del palco / con quelli che ci davano dispersi / con tutti i rotoli della macchina da scrivere (p. 55)
Presente nella collana Voli diretta dal solerte Mauro Marino, l’opera d’esordio di Gioia Perrone, insieme con “Asilo di Mendicità” (Besa editrice) del trentaquattrènne Simone Giorgino, è tra gli esempi più riusciti che, l’ambiente poetico salentino, ha saputo esprimere negli ultimi tempi: Mi dici del silenzio, di questo rotto gingillo / domenicale, di questo allontanarsi / dalla poesie-grido-vanità, / di questo paparazzo virtuale. / Io mi giro a nord e ti vedo. Qui è un’adolescenza / pigiata / un’opalescenza, un sogno / una nostalgia di Parigi. Senza Parigi. (p. 66)
http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/07/08/il-ritorno-dell%e2%80%99ofisauro/

http://www.flickr.com/photos/simplylafra/230921404/
Le parole elenca concernento ofisauro:
Le parole hanno formato da 8 le lettere di una parola ofisauro
Le parole che iniziano con ofisauro
Le parole che contengono ofisauro
Le parole che finiscono ofisauro
Le parole hanno formato dalla parola ofisauro se una lettera è cambiata
Parole con of
Parole che terminano con ro
Parole che iniziano per ofi
Parole che finiscono per uro
Parole di 8 lettere che iniziano per lettera o
http://paroleitaliane.com/word/ofisauro/
oppre qui:
http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-perrone_gioia/sku-12940262/il_ritorno_dell_ofisauro_.htm
"IL SERPENTE E LA COLOMBA" (Einaudi 2009)
scritti e saggi sul cinema di Cesare Pavese

per chi non lo sa, ho un'altra casa:
GRANBELBLOG una "rivista-snodabile" che cerca collaboratori affini a musica, patafisica e malattie dell'occhio.
www.granbelblog.wordpress.com
Scrivete a questanomequestanome@yahoo.it oppure qui nella mia casa nera di smpre.
@qui le novità:
http://granbelblog.wordpress.com/2009/06/23/%e2%80%9cil-serpente-e-la-colomba%e2%80%9deinaudi-2009-saggi-sul-cinema-di-cesare-pavese/
ORODE' AL PREMIO CELESTE
QUESTO IL LINK PER VOTARE VELOCEMENTE ORODE'
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http://fragmentart.splinder.com/post/20760732/Partecipo+al+Premio+Celeste+ch
go go go!!!!
FREE BERLIN @mostra fotografica
Giov. 11 giugno
Cortenumero9- Lecce
Corte angelo miali/di fronte ex convitto Palmieri

“I resti ci sono, nascosti qua e là tra la vegetazione che nel frattempo si è arrampicata sulle rovine. Qualcosa in più è rimasta sulla Bernauer Strasse, la lunga via a nord-est della città lungo la quale si consumarono grandi tragedie umane. Il Muro l’aveva tagliata in due, stringendola in una terra di nessuno dentro la quale Wim Wenders faceva aggirare uno smarrito Peter Falk nel leggendario Il cielo sopra Berlino. Oggi le facciate dei nuovi edifici illuminano una nuova vita, con i cinema, i teatri, i centri commerciali, ristoranti e caffè, mentre le auto scorrono veloci lungo le grandi arterie regolate dalla riproduzione del primo semaforo al mondo, che Marinetti chiamava velocifero.”
da http://walkingclass.blogspot.com