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http://www.flickr.com/photos/simplylafra/230921404/
Le parole elenca concernento ofisauro:
Le parole hanno formato da 8 le lettere di una parola ofisauro
Le parole che iniziano con ofisauro
Le parole che contengono ofisauro
Le parole che finiscono ofisauro
Le parole hanno formato dalla parola ofisauro se una lettera è cambiata
Parole con of
Parole che terminano con ro
Parole che iniziano per ofi
Parole che finiscono per uro
Parole di 8 lettere che iniziano per lettera o
http://paroleitaliane.com/word/ofisauro/
oppre qui:
http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-perrone_gioia/sku-12940262/il_ritorno_dell_ofisauro_.htm
"IL SERPENTE E LA COLOMBA" (Einaudi 2009)
scritti e saggi sul cinema di Cesare Pavese

per chi non lo sa, ho un'altra casa:
GRANBELBLOG una "rivista-snodabile" che cerca collaboratori affini a musica, patafisica e malattie dell'occhio.
www.granbelblog.wordpress.com
Scrivete a questanomequestanome@yahoo.it oppure qui nella mia casa nera di smpre.
@qui le novità:
http://granbelblog.wordpress.com/2009/06/23/%e2%80%9cil-serpente-e-la-colomba%e2%80%9deinaudi-2009-saggi-sul-cinema-di-cesare-pavese/
ORODE' AL PREMIO CELESTE
QUESTO IL LINK PER VOTARE VELOCEMENTE ORODE'
BISOGNA SOLO REGISTRARSI!
http://fragmentart.splinder.com/post/20760732/Partecipo+al+Premio+Celeste+ch
go go go!!!!
FREE BERLIN @mostra fotografica
Giov. 11 giugno
Cortenumero9- Lecce
Corte angelo miali/di fronte ex convitto Palmieri

“I resti ci sono, nascosti qua e là tra la vegetazione che nel frattempo si è arrampicata sulle rovine. Qualcosa in più è rimasta sulla Bernauer Strasse, la lunga via a nord-est della città lungo la quale si consumarono grandi tragedie umane. Il Muro l’aveva tagliata in due, stringendola in una terra di nessuno dentro la quale Wim Wenders faceva aggirare uno smarrito Peter Falk nel leggendario Il cielo sopra Berlino. Oggi le facciate dei nuovi edifici illuminano una nuova vita, con i cinema, i teatri, i centri commerciali, ristoranti e caffè, mentre le auto scorrono veloci lungo le grandi arterie regolate dalla riproduzione del primo semaforo al mondo, che Marinetti chiamava velocifero.”
da http://walkingclass.blogspot.com

GERMINAZIONI & OFISAURO
DA: http://teresaciulli.blogspot.com/2009/05/re-mida-quella-destra.html

http://www.flickr.com/photos/allintensivepurposes/2055254748/
MARIO LUZI
Nell'imminenza dei quarant'anni
Il pensiero m'insegue in questo borgo
cupo ove corre un vento d'altipiano
e il tuffo del rondone taglia il filo
sottile in lontananza dei monti.
Sono tra poco quarant'anni d'ansia,
d'uggia, d'ilarità improvvise, rapide
com'è rapida a marzo la ventata
che sparge luce e pioggia, son gli indugi,
lo strappo a mani tese dai miei cari,
dai miei luoghi, abitudini di anni
rotte a un tratto che devo ora comprendere.
L'albero di dolore scuote i rami...
Si sollevano gli anni alle mie spalle
a sciami. Non fu vano, è questa l'opera
che si compie ciascuno e tutti insieme
i vivi i morti, penetrare il mondo
opaco lungo vie chiare e cunicoli
fitti d'incontri effimeri e di perdite
o d'amore in amore o in uno solo
di padre in figlio fino a che sia limpido.
E detto questo posso incamminarmi
spedito tra l'eterna compresenza
del tutto nella vita nella morte,
sparire nella polvere o nel fuoco
se il fuoco oltre la fiamma dura ancora.
OFISAURO ORIGAMI

ho ricevuto una lettera di Silvia, autrice di questa istallazione "ofisaura" che sarà accompagnata da un suono creato al computer:
"Ho finalmente finito il tuo ofisauro....
è stato un parto difficile ma alla fine sono soddisfatta del mio risultato.
spero lo sia anche tu..
ovviamente il suono ofisauro accompagnerà l'installazione...
la foto è quella che è..
fatta in casa alla buona....
ho cucito tutti i fogli insieme a mano... e poi ci ho fatto il mega origamo..
è lungo più o meno un metro per darti l'idea.."


http://www.flickr.com/photos/notamax/3362739444/
NOTIZIE DA..."QUI"
"Ieri ho visto uno che con un tagliaunghie ha cercato di rapinare una tabaccheria.
io ero lì tutto impegnato a giocare i miei sogni sulla ruota di venezia, che ho sentito e visto un ragazzo che minacciava la cassiera e gli agitava sotto gli occhi una piccola lama di tagliaunghie.
da non crederci. come nei film.
la prima cosa che ho pensato è stata: “rapina a mano armata: 60!!!” però poi ho pensato che non stavo sognando, eppoi non mi sembrava giusto nei confronti della cassiera che era molto spaventata.
il tizio era nervoso, tutto sudato e scapigliato, e sembrava supplicare. indicava la cassa e diceva “i soldi… i soldi…”, tremava.
la ragazza, sconvolta, non sapeva che fare, ma poi ha preso i soldi e gliela dati.
lui li ha presi e invece di scappare è rimasto lì a guardarli immobile con il tagliaunghie in una mano e i soldi nell’altra. era confuso. esitava. non sapeva più cosa fare. forse, visto che c’era, voleva comprare le sigarette, o le caramelle frisk, o un grattaevinci.
non lo so.
tic tac tic tac tic tac
mah!
visto che nessuno si decideva, ho urlato: “EIII!!!” (così, tanto per dare vigore alla sceneggiatura).
il ragazzo con due occhi terrorizzati si è voltato di scatto verso di me che nel frattempo ero diventato di cemento. mi fissava sgomento e sempre più confuso.
tic tac tic tac tic tac
nessuno fiatava
sembravamo tre statuine pietrificate
ad un certo punto la ragazza ha preso coraggio e invece di urlare e uscire di matto o aprirgli un buco in mezzo agli occhi con una revolverata, gli ha strappato i soldi che teneva in mano e lì ha rimessi subito nella cassa e poi l’ha richiusa. e lo fissava adesso con aria di sfida.
l’improvvisato rapinatore, sconcertato, ci è rimasto male. non se l’aspettava, e a dire il vero neanch’io me l’aspettavo. la rapina stava prendendo una piega inaspettata. poi ha balbettato qualche parola (mi è sembrato che chiedesse scusa), con calma ha richiuso il tagliaunghie lo ha rimesso nella tasca del giubbotto, ha tirato su con il naso ed è scappato. stava piangendo.
la ragazza si è voltata verso di me e mi ha detto: “ma… se n’è andato?”
e io di rimando: “ma… ha chiesto scusa?”
boh!
poi sono uscito fuori dal tabacchino, piovigginava, e ho pensato che la primavera ancora tarda ad arrivare."
una messaggio di "QUI"
CANTO UNA SUORA (Ciampi - Marchetti)
Canto una suora, il vestito era bianco,
il sorriso era triste, la sua mano tremava
se toccava una cosa che non fosse sua.
Canto una suora che decise una scelta,
che si è giocata tutta una vita
senza avere neppure più un tetto.
Sì, canto una suora che prega tuttora,
e il pomeriggio nel parco lei sorride ai bambini;
se volta la testa non è per curiosità,
lei lo fa per donare un sorriso d'amore.
Canto una suora che ha avuto il coraggio
di amare un altro uomo che non fosse Cristo
ed oggi ha un bel viso ed ogni mattino
è una bella risata al destino.
Canto una sorella senza sorelle senza fratelli.
La solitudine è presente, lei piange continuamente.
Canto una suora che oggi ha un bel viso
ed ogni mattino è una risata al destino
e prima del suo sonno lei prega solenne
e spera ancora un po' di speranza.
Porca miseria, fra tanti sei sola
ed ora rischi come tutti gli altri
e così sai che cos'è ,
IL VERO SACRIFICIO !
qui una bella storia: http://www.ondarock.it/italia/pierociampi.htm

http://www.flickr.com/photos/oclaire/3107709107/in/set-72157600053067089/
DA : http://www.nimmagazine.it/?q=node/564
Manifesto del dopo-futurismo
1. Noi vogliamo cantare il pericolo dell’amore, la creazione quotidiana dell’energia dolce che non si disperde.
2. L’ironia, la dolcezza e la ribellione saranno elementi essenziali della nostra poesia.
3. L’ideologia e la pubblicità hanno esaltato finora la mobilitazione permanente delle energie produttive e nervose dell’umanità per il profitto e per la guerra, noi vogliamo esaltare la tenerezza il sonno e l’estasi, la frugalità dei nostri bisogni e il piacere dei sensi.
4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza dell’autonomia. Ciascuno ha il suo ritmo e nessuno deve esser costretto a correre ad una velocità uniforme. Le automobili hanno perduto il fascino della rarità e soprattutto non possono più svolgere il compito per il quale furono concepite. La velocità è diventata lenta. Le automobili sono immobili come tartarughe stupide nel traffico cittadino. Solo la lentezza è veloce.
5. Noi vogliamo cantare l’uomo e la donna che si accarezzano per meglio conoscersi e per meglio conoscere il mondo.
6. Bisogna che il poeta si spenda con calore e prodigalità per aumentare la potenza dell’intelligenza collettiva e per ridurre il tempo del lavoro salariato.
7. Non vi è più bellezza se non nell’autonomia. Nessuna opera che non esprima l’intelligenza del possibile può essere un capolavoro. La poesia è un ponte gettato sull’abisso del nulla per creare condivisione tra immaginazioni diverse e liberare singolarità.
8. Siamo sul promontorio estremo dei secoli… Dobbiamo assolutamente guardare dietro di noi per ricordare l’abisso di violenza e di orrore che l’aggressività militare e l’ignoranza nazionalista possono in ogni momento scatenare. Viviamo da molto tempo nella religione del tempo uniforme. L’eterna velocità onnipresente è già dietro di noi, nell’Internet, perciò ora possiam dimenticarla per trovare il nostro ritmo singolare.
9. Noi vogliamo ridicolizzare gli idioti che diffondono il discorso di guerra: i fanatici della competizione, i fanatici del dio barbuto che ci incita al massacro, i fanatici terrorizzati della disarmante femminilità che c’è in noi tutti.
10. Vorremmo fare dell’arte forza di cambiamento della vita, vorremmo abolire la separazione tra poesia e comunicazione di massa, vorremmo sottrarre il dominio sui media ai mercanti per consegnarlo ai sapienti e ai poeti.
11. Canteremo le folle che possono infine liberarsi dalla schiavitù del lavoro salariato, canteremo la solidarietà e la rivolta contro lo sfruttamento. Canteremo la rete infinita della conoscenza e dell’invenzione, la tecnologia immateriale che ci libera dalla fatica fisica. Canteremo il cognitario ribelle che si mette in contatto con il proprio corpo. Canteremo l’infinità presente e non avremo più bisogno di futuro.
---
AMBARADAN "Tra il 9 e l'11 aprile 1939 una carovana di «salmerie» dei combattenti di Abebè Aregai, guida del movimento di guerriglia, con un seguito di donne e bambini, si rifugiò nella grotta di Amezegna Washa (antro dei ribelli) del monte Amba Aradam dopo essere stata individuata dall'aviazione italiana. Pur essendo circondata, la carovana rifiutò di arrendersi, e venne attaccata con il ricorso di bombe all'iprite. Circa 800 sopravvissuti all'attacco uscirono allo scoperto per arrendersi e furono fucilati, mentre le truppe italiane minavano le entrate delle grotte vista l'impossibilità di entrarvi per terminare il lavoro con i lanciafiamme.[7] Curiosità: da questo episodio nasce la parola "ambaradam", che in italiano indica grande confusione, baraonda[8]"

http://www.splinder.com/myblog/edit/post/175937
http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_d'Etiopia

"EN MARCHE! EN MARCHE!”
Personale di Orodè alle Officine Culturali Ergot,
piazzetta Falconieri (LE)
Da 27 febbraio al 14 marzo! Venerdì 27 Febbraio, 20.30 Sabato 7 Marzo, “Vie di fuga”: Reading
vernissage con performance poetico-pittorica di Simone Giorgino e Orodè.
"Le Off icine Culturali Ergot ospiteranno una serie di opere di diversi periodi dell’artista Orodè, una sorta di retrospettiva utile per delineare un percorso artistico da ribelle sempre in opposizione ad ogni forma di accademismo.
Una sintesi fotografica aprirà al visitatore il percorso dell’artista, documentando i 250 mq di innovativi mosaici realizzati, tra il 2000 e il 2005, nella casa-museo Vincent City, a Guagnano (LE), ora sua mostra permanente. Si passa poi al periodo vissuto in Spagna, con alcune opere realizzate a Barcellona, dove l’artista vendeva i suoi mosaici nel Parc Guell mosso dall’intima affinità con Gaudì e dando al mosaico un’espressività unica. (....)"