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mercoledì, luglio 01, 2009

http://www.flickr.com/photos/simplylafra/230921404/Avvistato Dinosauro in zona Maciachini by lafra.





Le parole elenca concernento ofisauro:

Le parole hanno formato da 8 le lettere di una parola ofisauro
Le parole che iniziano con ofisauro
Le parole che contengono ofisauro
Le parole che finiscono ofisauro
Le parole hanno formato dalla parola ofisauro se una lettera è cambiata
Parole con of
Parole che terminano con ro
Parole che iniziano per ofi
Parole che finiscono per uro
Parole di 8 lettere che iniziano per lettera o


http://paroleitaliane.com/word/ofisauro/

oppre qui:

http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-perrone_gioia/sku-12940262/il_ritorno_dell_ofisauro_.htm

Postato da: mitralika a 17:23 | link | commenti |

lunedì, giugno 22, 2009

"IL SERPENTE E LA COLOMBA" (Einaudi 2009)
scritti e saggi sul cinema di Cesare Pavese
riso amaro

per chi non lo sa, ho un'altra casa:
GRANBELBLOG una "rivista-snodabile" che cerca collaboratori affini a musicapatafisicamalattie dell'occhio.
www.granbelblog.wordpress.com


Scrivete a questanomequestanome@yahoo.it oppure qui nella mia casa nera di smpre.

@qui le novità:
http://granbelblog.wordpress.com/2009/06/23/%e2%80%9cil-serpente-e-la-colomba%e2%80%9deinaudi-2009-saggi-sul-cinema-di-cesare-pavese/

Postato da: mitralika a 16:15 | link | commenti |

lunedì, giugno 15, 2009

ORODE' AL PREMIO CELESTE
Senza titolo II (bx.ris)QUESTO IL LINK PER VOTARE VELOCEMENTE ORODE'
BISOGNA SOLO REGISTRARSI!
http://fragmentart.splinder.com/post/20760732/Partecipo+al+Premio+Celeste+ch

go go go!!!!

Postato da: mitralika a 15:00 | link | commenti |

lunedì, giugno 08, 2009

FREE BERLIN @mostra fotografica
Giov. 11 giugno
Cortenumero9- Lecce
Corte angelo miali/di fronte ex convitto Palmieri



“I resti ci sono, nascosti qua e là tra la vegetazione che nel frattempo si è arrampicata sulle rovine. Qualcosa in più è rimasta sulla Bernauer Strasse, la lunga via a nord-est della città lungo la quale si consumarono grandi tragedie umane. Il Muro l’aveva tagliata in due, stringendola in una terra di nessuno dentro la quale Wim Wenders faceva aggirare uno smarrito Peter Falk nel leggendario Il cielo sopra Berlino. Oggi le facciate dei nuovi edifici illuminano una nuova vita, con i cinema, i teatri, i centri commerciali, ristoranti e caffè, mentre le auto scorrono veloci lungo le grandi arterie regolate dalla riproduzione del primo semaforo al mondo, che Marinetti chiamava velocifero.”

da
http://walkingclass.blogspot.com

Postato da: mitralika a 14:28 | link | commenti |

mercoledì, giugno 03, 2009

Postato da: mitralika a 15:42 | link | commenti (3) |

giovedì, maggio 14, 2009



GERMINAZIONI &  OFISAURO
DA:
http://teresaciulli.blogspot.com/2009/05/re-mida-quella-destra.html

"ha fatto un'altra bravata. Ieri sera, al termine della riunione, ce l'ha mostrata. Il video che ha montato per la Fiera del libro di Torino. Gilda Melfi glielo aveva chiesto dopo aver visto le immagini nude e crude che aveva portato a Bari per Expolibro, un mese fa, meno. Si riferivano a un momento della nostra festa del lettore, quella che abbiamo organizzato insieme a Mauro Marino, Fondo Verri, il 27 ottobre del 2008. Il tema era Sleggere, sottotitolo: quando un libro non vuole farsi leggere. Intendevamo in quella occasione giocare contro la festa, prendere in giro quella che ai nostri occhi sta cominciando a diventare una istituzione e dunque a perdere il carattere ludico innovativo, creativo, che i primi anni ha rappresentato per noi lettori. Lasciateci stare volevamo dire. Lasciateci in silenzio. Quello che precede il pensiero la scrittura la lettura e l'incontro casuale. E che poi in quelle azioni, si approfondisce, diventa un abisso in cui pascersi, finalmente liberi dalla logica dei fini. Così è nato il filo conduttore di Sleggere. E diverse azioni interattive con il pubblico dei lettori abbiamo immaginato e realizzato: la manipolazione di un libro uscito male dalla tipografia, quello di poesie di Gioia Perrone, il ritorno dell'Ofisauro, ciao Gioia, poi la raccolta di dediche ai lettori, poi la mostra dei libri di Gioia fatti saltare in aria dalla manipolazione e dal gioco, poi il videocensimento delle letture interrotte. Vale a proposito perchè non ne fai un breve trailer da mettere sul blog di germinazioni? Per l'occasione era stata allestita una piccola stanza nell'ex Conservatorio di Sant'Anna a disposizione di chi intendeva lasciare la sua videotestimonianza di lettore fallito e duramente quanto inutilmente messo alla prova. Poteva indosare se intendeva, una corona a scelta fra tre, nobilmente appoggiate su cuscini di velluto e sottrasi se intendeva, allo sguardo frontale della telecamera, e dei posteri, coprendo parte del viso con una mascherina a scelta fra decine tutte diverse e frutto, sorprendente, emozionante, significativo, di un laboratorio condotto da Valentina mesi prima al Cim, nelle ore della riabilitazione. Una sedia confortevole, da regista ma bianca, stava in attesa davanti alla telecamera, fissa, poggiata su un cavalletto: un'imbuto dentro cui lanciare, senza far male a nessuno e nemeno a lui, il libro. Ebbene, udite udite, da qualche giorno quei venticinque trenta nuinuti di registrazione, sono un video. Con colonna sonora scelta delle immagini dei tempi delle sequenze. Mi è sembrato bellissimo. Una soprpresa e un regalo che ho ricevuto senza che me lo aspettassi. Male. No, bene! Perchè è bello non aspettarti niente, e poi trovarti davanti a un dono così. C'è dentro per me che conosco la sua storia e la nostra nel punto in cui convergono, un condensato di chi siamo. Come il latte in polvere. Solo se lo sciogli nell'acqua si fa. Anche il video solo se lo vedi, tu spettatore lettore, spettatore mamma, spettatore manager, spettatore spettatore, si scioglie: il suo racconto nel tuo. Perchè è il nostro amore per i racconti, per le storie, a farci muovere pazzamente spesso ormai, su queste scacchiere vecchie e nuovo che sono le narrazioni, quelle che troviamo nei libri e quelle che produciamo noi. Abbiamo fame di racconti. Una fame bulimica. Lo diceva molti, ormai troppi anni fa, Italo Calvino, quando concludendo l'introduzione alle città invisibili faceva dire a Kublai Kan, solo i tuoi racconti Marco mi aiutano a incantare la paura della morte. Forse stiamo alzando un muro così grande, e così rapidamente che la morte è invece già in questa sovrabbondanza sovrapproduzione di storie. Ma se è così ci conviene giocare il tutto per tutto e scalare il muro, non più girare a vuoto fra quei miliardi di corridoi. Re Mida, la nostra, la mia, cara e preziosa Valentina lo sa. Se tanta bellezza riesce a tirare fuori dal suo cervello dalle sue mani è perchè si ostina con una volontà che è fra le sue due qualità fondamentali a non perdersi d'animo nella ricerca della verità del senso. Quella ricerca costante, mettere significati, portarli restituirli ripararli, è la ricchezza della sua vita fra le nostre vite. Amica cara ti voglio bene e sono onorata di essere qui in questo viaggio sulla Terra insieme a te nella stessa astronave. E sì perchè sulla Terra noi ci arriviamo sempre da fuori. Gli extraterrestri siamo noi.
la fotografia risale a ottobre del 2007. la sensibilissima e amabile daniela zedda, una superfotografa di scrittori artisti musicisti, ci onorò a cagliari durante il forum del libro a cui eravamo stati invitati, di alcuni suoi scatti. certo che come exterrestri non siamo molto convincenti, quelle antenne verdi che non si vedono, quella gelatina che dovrebbe debordare dalle guancie e soprattutto gli altri tre occhi..."



Postato da: mitralika a 16:09 | link | commenti (1) |

mercoledì, aprile 22, 2009

Postato da: mitralika a 14:29 | link | commenti (3) |

mercoledì, aprile 08, 2009

deer by pamelaklaffke.
http://www.flickr.com/photos/allintensivepurposes/2055254748/



MARIO LUZI

Nell'imminenza dei quarant'anni

Il pensiero m'insegue in questo borgo
cupo ove corre un vento d'altipiano
e il tuffo del rondone taglia il filo
sottile in lontananza dei monti.

Sono tra poco quarant'anni d'ansia,
d'uggia, d'ilarità improvvise, rapide
com'è rapida a marzo la ventata
che sparge luce e pioggia, son gli indugi,
lo strappo a mani tese dai miei cari,
dai miei luoghi, abitudini di anni
rotte a un tratto che devo ora comprendere.
L'albero di dolore scuote i rami...

Si sollevano gli anni alle mie spalle
a sciami. Non fu vano, è questa l'opera
che si compie ciascuno e tutti insieme
i vivi i morti, penetrare il mondo
opaco lungo vie chiare e cunicoli
fitti d'incontri effimeri e di perdite
o d'amore in amore o in uno solo
di padre in figlio fino a che sia limpido.

E detto questo posso incamminarmi
spedito tra l'eterna compresenza
del tutto nella vita nella morte,
sparire nella polvere o nel fuoco
se il fuoco oltre la fiamma dura ancora.

Postato da: mitralika a 11:58 | link | commenti (1) |

mercoledì, aprile 01, 2009

OFISAURO  ORIGAMI


ho ricevuto una lettera di Silvia, autrice di questa istallazione "ofisaura" che sarà accompagnata da un suono creato al computer:


"Ho finalmente finito il tuo ofisauro....
è stato un parto difficile ma alla fine sono soddisfatta del mio risultato.
spero lo sia anche tu..

ovviamente il suono ofisauro accompagnerà l'installazione...

la foto è quella che è..
fatta in casa alla buona....

ho cucito tutti i fogli insieme a mano... e poi ci ho fatto il mega origamo..
è lungo più o meno un metro per darti l'idea.."

Postato da: mitralika a 16:33 | link | commenti |

lunedì, marzo 30, 2009


somethings to do. (part.) by notamax.
http://www.flickr.com/photos/notamax/3362739444/

NOTIZIE DA..."QUI"

"Ieri ho visto uno che con un tagliaunghie ha cercato di rapinare una tabaccheria.
io ero lì tutto impegnato a giocare i miei sogni sulla ruota di venezia, che ho sentito e visto un ragazzo che minacciava la cassiera e gli agitava sotto gli occhi una piccola lama di tagliaunghie.
da non crederci. come nei film.
la prima cosa che ho pensato è stata: “rapina a mano armata: 60!!!” però poi ho pensato che non stavo sognando, eppoi non mi sembrava giusto nei confronti della cassiera che era molto spaventata.
il tizio era nervoso, tutto sudato e scapigliato, e sembrava supplicare. indicava la cassa e diceva “i soldi… i soldi…”, tremava.
la ragazza, sconvolta, non sapeva che fare, ma poi ha preso i soldi e gliela dati.
lui li ha presi e invece di scappare è rimasto lì a guardarli immobile con il tagliaunghie in una mano e i soldi nell’altra. era confuso. esitava. non sapeva più cosa fare. forse, visto che c’era, voleva comprare le sigarette, o le caramelle frisk, o un grattaevinci.
non lo so.
tic tac tic tac tic tac
mah!
visto che nessuno si decideva, ho urlato: “EIII!!!” (così, tanto per dare vigore alla sceneggiatura).
il ragazzo con due occhi terrorizzati si è voltato di scatto verso di me che nel frattempo ero diventato di cemento. mi fissava sgomento e sempre più confuso.
tic tac tic tac tic tac
nessuno fiatava
sembravamo tre statuine pietrificate
ad un certo punto la ragazza ha preso coraggio e invece di urlare e uscire di matto o aprirgli un buco in mezzo agli occhi con una revolverata, gli ha strappato i soldi che teneva in mano e lì ha rimessi subito nella cassa e poi l’ha richiusa. e lo fissava adesso con aria di sfida.
l’improvvisato rapinatore, sconcertato, ci è rimasto male. non se l’aspettava, e a dire il vero neanch’io me l’aspettavo. la rapina stava prendendo una piega inaspettata. poi ha balbettato qualche parola (mi è sembrato che chiedesse scusa), con calma ha richiuso il tagliaunghie lo ha rimesso nella tasca del giubbotto, ha tirato su con il naso ed è scappato. stava piangendo.
la ragazza si è voltata verso di me e mi ha detto: “ma… se n’è andato?”
e io di rimando: “ma… ha chiesto scusa?”
boh!
poi sono uscito fuori dal tabacchino, piovigginava, e ho pensato che la primavera ancora tarda ad arrivare."


una messaggio di "QUI"





Postato da: mitralika a 16:46 | link | commenti (1) |

mercoledì, marzo 18, 2009





CANTO UNA SUORA (Ciampi - Marchetti)

Canto una suora, il vestito era bianco,
il sorriso era triste, la sua mano tremava
se toccava una cosa che non fosse sua.
Canto una suora che decise una scelta,
che si è giocata tutta una vita
senza avere neppure più un tetto.
Sì, canto una suora che prega tuttora,
e il pomeriggio nel parco lei sorride ai bambini;
se volta la testa non è per curiosità,
lei lo fa per donare un sorriso d'amore.
Canto una suora che ha avuto il coraggio
di amare un altro uomo che non fosse Cristo
ed oggi ha un bel viso ed ogni mattino
è una bella risata al destino.
Canto una sorella senza sorelle senza fratelli.
La solitudine è presente, lei piange continuamente.
Canto una suora che oggi ha un bel viso
ed ogni mattino è una risata al destino
e prima del suo sonno lei prega solenne
e spera ancora un po' di speranza.
Porca miseria, fra tanti sei sola
ed ora rischi come tutti gli altri
e così sai che cos'è ,
IL VERO SACRIFICIO !

qui una bella storia: http://www.ondarock.it/italia/pierociampi.htm

Postato da: mitralika a 15:36 | link | commenti |

mercoledì, marzo 11, 2009

"The Sabbath" - The Pagan by BetterOffDead.
http://www.flickr.com/photos/oclaire/3107709107/in/set-72157600053067089/

DA : http://www.nimmagazine.it/?q=node/564

Manifesto del dopo-futurismo

1. Noi vogliamo cantare il pericolo dell’amore, la creazione quotidiana dell’energia dolce che non si disperde.

2. L’ironia, la dolcezza e la ribellione saranno elementi essenziali della nostra poesia.

3. L’ideologia e la pubblicità hanno esaltato finora la mobilitazione permanente delle energie produttive e nervose dell’umanità per il profitto e per la guerra, noi vogliamo esaltare la tenerezza il sonno e l’estasi, la frugalità dei nostri bisogni e il piacere dei sensi.

4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza dell’autonomia. Ciascuno ha il suo ritmo e nessuno deve esser costretto a correre ad una velocità uniforme. Le automobili hanno perduto il fascino della rarità e soprattutto non possono più svolgere il compito per il quale furono concepite. La velocità è diventata lenta. Le automobili sono immobili come tartarughe stupide nel traffico cittadino. Solo la lentezza è veloce.

5. Noi vogliamo cantare l’uomo e la donna che si accarezzano per meglio conoscersi e per meglio conoscere il mondo.

6. Bisogna che il poeta si spenda con calore e prodigalità per aumentare la potenza dell’intelligenza collettiva e per ridurre il tempo del lavoro salariato.

7. Non vi è più bellezza se non nell’autonomia. Nessuna opera che non esprima l’intelligenza del possibile può essere un capolavoro. La poesia è un ponte gettato sull’abisso del nulla per creare condivisione tra immaginazioni diverse e liberare singolarità.

8. Siamo sul promontorio estremo dei secoli… Dobbiamo assolutamente guardare dietro di noi per ricordare l’abisso di violenza e di orrore che l’aggressività militare e l’ignoranza nazionalista possono in ogni momento scatenare. Viviamo da molto tempo nella religione del tempo uniforme. L’eterna velocità onnipresente è già dietro di noi, nell’Internet, perciò ora possiam dimenticarla per trovare il nostro ritmo singolare.

9. Noi vogliamo ridicolizzare gli idioti che diffondono il discorso di guerra: i fanatici della competizione, i fanatici del dio barbuto che ci incita al massacro, i fanatici terrorizzati della disarmante femminilità che c’è in noi tutti.

10. Vorremmo fare dell’arte forza di cambiamento della vita, vorremmo abolire la separazione tra poesia e comunicazione di massa, vorremmo sottrarre il dominio sui media ai mercanti per consegnarlo ai sapienti e ai poeti.

11. Canteremo le folle che possono infine liberarsi dalla schiavitù del lavoro salariato, canteremo la solidarietà e la rivolta contro lo sfruttamento. Canteremo la rete infinita della conoscenza e dell’invenzione, la tecnologia immateriale che ci libera dalla fatica fisica. Canteremo il cognitario ribelle che si mette in contatto con il proprio corpo. Canteremo l’infinità presente e non avremo più bisogno di futuro.

---

Postato da: mitralika a 20:24 | link | commenti (4) |

martedì, marzo 10, 2009

Postato da: mitralika a 12:31 | link | commenti |

giovedì, marzo 05, 2009

AMBARADAN

http://www.splinder.com/myblog/edit/post/175937

"Tra il 9 e l'11 aprile 1939 una carovana di «salmerie» dei combattenti di Abebè Aregai, guida del movimento di guerriglia, con un seguito di donne e bambini, si rifugiò nella grotta di Amezegna Washa (antro dei ribelli) del monte Amba Aradam dopo essere stata individuata dall'aviazione italiana. Pur essendo circondata, la carovana rifiutò di arrendersi, e venne attaccata con il ricorso di bombe all'iprite. Circa 800 sopravvissuti all'attacco uscirono allo scoperto per arrendersi e furono fucilati, mentre le truppe italiane minavano le entrate delle grotte vista l'impossibilità di entrarvi per terminare il lavoro con i lanciafiamme.[7]

Curiosità: da questo episodio nasce la parola "ambaradam", che in italiano indica grande confusione, baraonda[8]"


http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_d'Etiopia

Postato da: mitralika a 19:05 | link | commenti (1) |

giovedì, febbraio 26, 2009

Maria by fragmentart.

"EN MARCHE! EN MARCHE!”
Personale di Orodè alle Officine Culturali Ergot,
piazzetta Falconieri (LE)

Da 27 febbraio al 14 marzo!

Venerdì 27 Febbraio, 20.30
vernissage con performance poetico-pittorica di Simone Giorgino e Orodè.

Sabato 7 Marzo, “Vie di fuga”: Reading

"Le Off icine Culturali Ergot ospiteranno una serie di opere di diversi periodi dell’artista Orodè, una sorta di retrospettiva utile per delineare un percorso artistico da ribelle sempre in opposizione ad ogni forma di accademismo.

Una sintesi fotografica  aprirà al visitatore il percorso dell’artista, documentando i 250 mq di innovativi mosaici realizzati, tra il 2000 e il 2005, nella casa-museo Vincent City, a Guagnano (LE), ora sua mostra permanente. Si passa poi al periodo vissuto in Spagna, con alcune opere realizzate a Barcellona, dove l’artista vendeva i suoi mosaici nel Parc Guell mosso dall’intima affinità con Gaudì e dando al mosaico un’espressività unica. (....)"

Postato da: mitralika a 13:58 | link | commenti |